Recensione: Amori Venali

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Ho preso a prestito questo volume dalla biblioteca cittadina su consiglio di A. P. qualche tempo fa. Era da molto che si parlava di prostituzione e ruolo delle donne al seguito degli eserciti nel milanese e questo volume mi ha spinto a raccogliere i molti spunti verbali frutto di innumerevoli confronti.

Il testo è affrontato in maniera poco lineare, i salti temporali sono diversi e confondono il lettore e non sono certo l'unico scoglio alla comprensione: i salti spaziali, sono la norma quando la narrazione si ferma su pochi anni per troppe pagine.

Cionondimeno, la sua lettura apre la mente su punti di vista che reputo preziosissimi. Il 2013 è stato un anno che ha visto protagonisti i temi dell'integrazione sociale delle coppie di fatto, dei contratti di relazione civile e sociale delle coppie che esulano da quelle "standardizzate" dal matrimonio inteso come unione cattolica. Questo libro porta aria fresca nei ragionamenti, ormai troppo pesti, che sono stati affrontati negli ultimi tre/quattro anni.

L'autore, J. Rossiaud, che non è nuovo al tema (già nel 1995 arrivava in Italia il suo "La prostituzione nel Medioevo", dopo sette anni dalla sua stesura in francese.) non si concede mai di allontanarsi da uno strettissimo codice deontologico grazie al quale è garantita una lettura piacevole del testo a quasi la totalità del pubblico adulto, a prescindere dall'estrazione sociale. Fermo resta il fatto che per arrivare alla piena comprensione del testo è necessario un quantitativo di cultura personale selettiva, specie della terminologia d'importazione francese.

Ne consiglio la lettura a tutti coloro sono attratti dalle problematiche sociali e di convivenza in strutture comunitarie organizzate sulla base della tolleranza e del rispetto di normative precise, non importa per nulla la passione per la storia: un buon 70% del testo è sociologia.

Per concludere, ho notato con piacere che il testo ci ha messo la metà degli anni ad essere tradotto e commercializzato in Italia rispetto al suo cugino del 1988, segno, forse, di una maggiore apertura mentale verso la tematica del sesso di un paese che, per sua tradizione e storia recente, non si è mai concesso un momento di riposo socialmente accettato sul tema. Chiunque abbia modo di leggere il testo sarà in grado di fare suoi propri ragionamenti su questa riflessione.

Bisogna aggiungere per il piacere dei rievocatori che il testo è stato ampiamente presente all'ultima fiera Armi e Bagagli di Piacenza.

Informazioni
titolo Amori venali, la prostituzione nell'Europa medievale
autore Jacques Rossiaud
edizioni Laterza Editori
anno 2013
pagine 357
costo 24.00€ (brossura)
ISBN 978-88-581-0594-8

Il Castello di Milano, la Sala delle Asse e altre riflessioni

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Corte Ducale, foto dell'autore
Il Castello Ducale sito in piazza castello a Milano è, per certo, uno dei monumenti più grandiosi da visitare nella città della bella Madonnina.
Sono stato al castello di recente per alcune ricerche, e vorrei raccogliere alcuni spunti di riflessione a riguardo. Il posto d'onore spetta, chiaramente, al restauro della Sala delle Asse, che sarà completato tra meno di un mese. E non vedo l'ora di scoprire il miglioramento!
La Sala delle Asse nelle sue condizioni
attuali
Il restauro è cominciato nell'ottobre 2013 e le sue finalità erano state ben descritte in un articolo del comune di Milano. Grazie, tra gli altri, alla collaborazione del Politecnico di Milano, è possibile seguire i lavori di restauro direttamente dalla rete dal sito http://www.saladelleassecastello.it/.
I lavori sono effettivamente in corso e sembrano ben diretti, ho portato a casa una evidenza fotografica della cosa.
Nel 2012, nel corso di una visita, mi ero appunto fermato a parlare col custode della sala, col quale avevamo concluso che il restauro sarebbe necessario, ma mancano i fondi. A meno di due anni di distanza si scopre che i lavori erano già pianificati all'epoca e che i fondi, infine, sono arrivati - e probabilmente bisogna ringraziare il vicino expo2015 per questo.
Gli altri appunti riguardano il generale stato di impreparazione dei custodi del museo, in gran parte volontari: il sentore generale è che agiscano sulla base di istruzioni precise ed in maniera efficente, ma senza essere istruiti sul come rapportarsi a domande col pubblico.
Bellissimi i reperti, ben conservati e ben organizzati nella mostra; fa eccezione la sala degli strumenti musicali, ad oggi una delle peggio organizzate. Al contrario, bellissime sorprese mi sono state offerte dalla sala Viscontea.
Le etichette sono ben disposte e gli oggetti sempre riconoscibili sugli espositori; la possibilità di scattare appunti fotografici è ben apprezzata e la luce consente ottime riprese. Guardando la cosa dal punto di vista della ricostruzione storica, mi è spiaciuto non trovare durante l'esposizione alcune informazioni insieme alle etichette, come, ad esempio, il peso, le dimensioni, le distinte dei materiali (queste ultime alle volte presenti). D'altro canto è difficile risalire a dette informazioni, pur possedendo il numero di inventario, attraverso l'imbarazzante sito internet del castello.
Per concludere, allego una risorsa che ritengo importante: una cartina rozza della corte del castello; il motivo è chiaro: né il sito del castello né wikipedia ne hanno una copia e questa viene direttamente da alcune risorse studenti del politecnico.