Quelle unità di misura...

15.2.14 0 Commenti A+ a-

L'unificazione delle unità di misura nel mondo avviene gradualmente con la necessità di creare riferimenti sicuri e standardizzati e con la possibilità di spostarsi più facilmente, più velocemente e più lontano. Il Sistema Internazionale viene formalizzato nel 1899 e da allora subisce costantemente molti cambiamenti di grande entità. Oggi, però, si dimostra efficace e ci permette di andare al supermercato e comprare viti e lampadine basandoci su dei numeretti, con la certezza che quelle entreranno perfettamente nel nostro nuovo lampadario.

Quando mi trovo a leggere di bolle o testimonianze antiche, spesso faccio fatica a convertire le lunghezze ed i pesi in unità che so manipolare oggigiorno. Ho trovato alcuni riferimenti che prenderò per affidabili da qui in avanti sull'80esima edizione del Manuale dell'Ingegnere Civile ed Industriale edito da Hoepli nel 1977 a Milano.
Scriverò probabilmente una piccola nota a questo articolo circa il loro utilizzo pratico non appena avrò avuto il tempo di testarli anche sul campo in maniera efficace.

Inserisco una citazione tratta da Delort, op. cit.

D'altra parte le misure campione, di cui in Occidente si sono conservate migliaia di esemplare al tempo della loro sostituzione col sistema metrico, erano più o meno ben imitate entro i limiti territoriali della loro applicazione e pià o meno ben impieate da quelli che le utilizzavano; di qui una mancanza di precisione del tutto abituale nella misurazione dello spazio. Si parla di botti di vino, di sachi di grano o di lana che si sommano, anche se il peso e il contenuto di ogni botte, di ogni sacco sono molto diversi. Inoltre, per esempio, la stessa misura di capacità può essere utilizzata "rasa" o "colma", e questo è un altro importante elemento di approssimazione. Infine, secondo la materia e il modo in cui si presenta, la medesima unità può misurare quantità molto diverse senza provocare il minmo senso di apparente imbarazzo in colui che la utilizza. [...] Il moggio di vino "su feccia" è lontano dall'essere equivalente, nella stessa città, al moggio di vino senza deposito, e non ha nessun rapporto con i moggi precedenti [altri moggi citati n.d.a.]

edit:  ho ripreso in mano questa tabella il 10/06/2015 apportando alcune note, prevalentemente sulle misure in vigore a Napoli e Venezia.
edit: nuovo aggiornamento in data 8/9/2015, aggiunti approfondimenti e migliorate le conversioni su Genova, Venezia e Pisa (vedi Venezia) con note di un documento del XIV secolo, fiorentino.

Tavole di conversione delle antiche unità di misura

Milano

1 braccio = 12 once = 0.595 m (a)
1 trabucco = 6 piedi = 2.611 m
1 pertica = 24 tavole = 654,5 m²
1 moggio = 8 staia = 146.2 l
1 brenta = 96 boccali = 75.6 l
1 libbra grossa = 28 once = 0.763 kg
1 libbra piccola = 12 once = 0.326 kg (a)

Bologna

1 braccio = 0.64 m
1 piede = 0.38 m
1 tornatura = 2080 m²
1 corba = 2 staia = 60 boccali = 78.6 l
1 libbra mercantile = 12 once = 0.362 kg

Firenze

1 braccio = 2 palmi = 0.583 m
1 quadrato = 10 tavole = 3406 m²
1 moggio = 8 sacche = 584.7 l
1 barile = 20 fiaschi = 45.6 l (riferito al vino)
1 barile = 16 fiaschi = 33.43 l (riferito all'olio)
1 libbra = 12 once = 0.3395 kg

si noti che il fiasco di riferimento è quello del vino, non quello dell'olio.

Genova

1 palmo = 0.248 m
1 cannella² = 8.86 m²
10 canne (l) = 35 braccia veneziane =  23.905 m
1 mina = 1/4 staia (l) = 116.5 l
1 barile = 70 l
1 libbra = 12 once = 0.317 kg

Venezia

1 braccio = 0.285 canne genovesi (l) = 0.683 m
18 braccia di stoffa = 17 braccia di stoffa pisane (l)
1 piede = 0.348 m
1 campo = 5204.7 m²
1 campo padovano = 3862.6 m²
1 moggio = 8 mezzeni = 333.3 l
1 botte = 8 mastelli = 751.1 l (b)
1 libbra grossa = 12 once = 0.477 kg
1 libbra sottile = 0.301 kg
1 pollice veneziano = 0.0289779 m (e)

Torino

1 trabucco = 6 piedi liprandi = 3.086 m
1 raso = 0.6 m
1 piede = 0.293 m
1 sacco = 5 mine = 115.3 l
1 carro = 10 brente = 493.1 l
1 libbra = 12 once = 0.369 kg

Napoli

1 canna  = 10 palmi = 2.646 m (c,g)
1 moggio = 100 canne² = 699.9 m²
1 botte = 12 barili = 523.5 l (b,g)
1 tomolo = 55.54 l (f,h)
1 rotolo = 0.891 kg (g)
1 libbra = 12 once = 0.321 kg (g)
1 passo = 7 palmi = 1.84569 (d,e,i)

Roma

1 canna = 10 palmi = 2.234 m
1 pezza = 4 quarte = 2640.6 m²
1 rublo = 22 scorzi = 294.5 l
1 barile = 32 boccali = 75.5 l
1 libbra = 12 once = 0.339 kg

Note:
 a)  1 "libbra" = 0.3267 kg, in Dragon 12-2003, rivista a cura della Companie de Saynt George. Nel medesimo testo, si fa riferimento alla lunghezza del braccio milanese, dato a 59.5 cm.
 b) secondo questo documento, "la botte (o bolla) indicava il contenitore per vino" legale. Nel XIII secolo a Venezia vale circa 450 l, quella di Napoli 470 l; nel XV secolo, senza indicazione geografica, dovrebbe pesare 640 kg. Ammesso questi ultimi siano di vino, equivarrebbero a circa 673 l. Nessuna di queste misure equivale a quella indicata sul manuale dell'Ingegnere, sebbene il testo citato convenga che "prima del 1840, la botte napoletana (=12 barili) valeva 523,4594 l" (e questo valore diventa quello di riferimento dal 1840 in poi). Ne ricaviamo quindi che tra il XIII ed il XIX secolo il valore della "botte" è variabile a Napoli, come a Venezia, dove, in qualche momento, arriva ad equivalere a 751,17 l (come riportato). Si menziona, infine, l'equivalenza 1 carro di vino = 2 botti di vino, con 1 botte = 28,556 palmi cubici = 0.52346 m³ = 523.46 l = 497,287 kg. L'equivalenza tra palmo cubico e m³ riportata non collima con quella proposta dal Manuale dell'Ingegnere.
 c) secondo un editto del 6 aprile 1480, l'equivalenza corretta è 1 canna = 8 palmi = 2.109360 m. Questa resterà valida almeno fino al 1811. Bisogna segnalare, tuttavia, che la conversione canna/metri è suggerita nel testo "antichi pesi e misure". Nel testo citato "Biblioteca di commercio" si fa riferimento al medesimo editto, dichiarando, tuttavia, l'impossibilità di riferire i ragguagli imposti a misure correnti, poiché il metro di paragone si è deteriorato nel tempo. Recependo per attendibile quanto riportato in "antichi pesi e misure", mi riservo di leggere l'editto in forma completa per ulteriori considerazioni.
 d) il medesimo editto datato 6 aprile 1480 pone l'equivalenza di 7 palmi = 1 passo come misura di lunghezza. La canna appare una misura pratica per la produzione, probabilmente di stoffe.
 e) questa voce non è presente nel Manuale dell'Ingegnere.
 f) secondo il documento antichi pesi e misure questa voce risale al 1840. Nel 1480 l'equivalenza corretta è di poco differente: 1 tomolo = 55.3189 l. Trattasi di unità di misura per gli aridi (cereali).
figura 1
 g)  con riferimento alla figura 1 proposta, l'equipollenza riportata si può riferire al 1811. La figura è tratta dal testo "Biblioteca di commercio".
 h) la misura del tomolo secondo la tabella di figura 1 sarebbe di 552,34 l, quindi di un ordine di grandezza superiore rispetto a quanto riportato sia nel Manuale dell'Ingegnere, sia nel testo "antichi pesi e misure". Ulteriori ricerche vanno condotte per capire dove risieda l'errore.
 i) il passo qui riportato non è il passo agrario, che segue una diversa equivalenza: 1 passo agrario = 7 + 1/3 palmi = 1,9336 m
l) l'equivalenza si riferisce ad un trattato di metà XIV secolo citato da Robert Delort in La vita quotidiana nel medioevo, Laterza 1997, pag. 55.

Vedi anche:
  • antichi pesi e misure - una ricerca di poche pagine su alcuni pesi e misure utilizzati nel meridione d'Italia.
  • Tavole di ragguaglio - pubblicate in diversi periodi e con molte revisioni nel XIX secolo, le tavole di ragguaglio servivano per unificare le misure della moltitudine di staterelli e culture italiche sotto il nuovo metro. Questa tavola è piuttosto vecchia, ma altre si possono trovare facilmente anche in versione digitale su google books.
  • Sistema internazionale di misure - un riferimento veloce a wikipedia circa l'SI.
  • Giuseppe Colombo, Carlo Rossi, Luigi Cucco "Manuale dell'Ingegnere Civile ed Industriale", ed. Hoepli, Milano, ed. 80esima, 1977
  • Per approfondimenti sui pesi della città di Napoli, devo ancora approfondire il documento Del sistema metrico della città di Napoli... di F. Visconti
  •  G. Bursotti, Biblioteca di commercio, statistica commerciale, documenti varj e nozioni attenenrti al commercio, Napoli, 1841.
  • Non ho inserito la misura del Braccio Barese, già nota in diverse comunità di ricostruttori, per mera mancanza di fonti attendibili. Sebbene sia mia opinione che la lunghezza di tale unità di misura sia confrontabile con quella di altre braccia italiane (poco meno di 60 cm), rimando a questo articolo già segnalato da Paola Fabbri per approfondimenti
  • Robert Delort, La vita quotidiana nel medioevo, ed. Laterza 1997, ISBN 978-88-420-5268-5
  • World's Roundest Object - un video (in inglese) molto interessante sul misurare i pesi e, in generale, un po' di storia della misurazione moderna.

Recensione: Storia degli strumenti musicali

10.2.14 0 Commenti A+ a-

Curt Sachs (1881 - 1959) pubblica questo testo nel 1940 e lo fa senza badare ad usare mezzi termini: leggendo queste pagine non si ha minimamente l'impressione di essere nel bel mezzo di un conflitto mondiale.

Il testo è consigliato caldamente a tutti gli appassionati di ricostruzione storica e di musica antica: trattando della storia, dell'accordatura e della funzione degli strumenti dalla preistoria sino alla musica elettronica, al termine della lettura si ha una ben precisa conoscenza di quello che è il panorama mondiale della produzione di rumori armonici.

Per comprendere appieno il testo è necessario un bagaglio di cultura generale non indifferente - purtroppo devo ammettere di essere ben distante dalla grandiosità della mente dell'Autore. Citazioni in diverse lingue, riferimenti a culture quasi estinte e salti geografici non indifferenti mettono a dura prova il lettore - che, cionondimeno, non si troverà annoiato o deluso dal testo, anzi!

Una minima infarinatura di teoria della musica è comunque necessaria per comprendere alcune nozioni.

Sachs non si limita a descrivere la storia degli strumenti musicali, ma impartisce anche concetti di antropologia, filosofia, religione e, ovviamente, archeologia. Non infrequenti sono anche i riferimenti ad altri studiosi contemporanei, che vengono bacchettati duramente qualora ritenuti in errore - ed anche l'autore stesso arriva a criticare taluni suoi lavori passati.

Impressionante è pure l'introduzione, a cura di Luca Cerchiari; se ricordate, già avevo citato questa introduzione in un altro articolo qualche tempo fa, riferendomi ad essa come ad un pezzo che da solo vale il prezzo del testo.

In definitiva, un lavoro eccezionale, d'altri tempi nella vera accezione del termine: con le sue definizioni, la splendida traduzione, 24 tavole e 127 disegni, il libro mi ha fatto innamorare e perdere completamente. Ogni biblioteca casalinga (e non!) dovrebbe possedere una copia di questo testo.

Informazioni
titolo Storia degli strumenti musicali
autore Curt Sachs
edizioni Oscar Mondadori
anno 2011 (prima ed. 1940)
pagine 628
costo 13.00€ (brossura)
ISBN 978-88-04-40744-7