I tempi del...

21.1.14 0 Commenti A+ a-

I tempi delle uscite magnificenti, dei grandi gruppi, i tempi dell'oro.
Sono finiti.

Parlando di rievocazione storica e Italia, quello che si vede qua nel nord Italia è la scomparsa progressiva di quegli eventi magari belli, ma gestiti male; e anche di quegli altri eventi, quelli belli sul serio, che, però, a causa di forze maggiori non hanno avuto pubblico e quindi non sono riusciti a finanziarsi.

Ieri sera mi son trovato a chiaccherare con J.B., uno di quelli che si diverte sul serio a coltivare questo hobby, proprio su questi temi. "Sono finiti i tempi in cui una associazione era abbastanza benestante da vestire completamente e a sue spese i figuranti".
Eccome se sono finiti.

Ma non voglio scrivere di cose amare: ogni periodo di crisi è un periodo di opportunità. Ora come ora quelle associazioni e quegli appassionati seri non devono appendere tutto al chiodo, ma tenere duro e ricominciare a creare nuove opportunità.
I. G., un altro della schiatta di cui sopra, mi diceva l'anno passato "ci ritagliamo una domenica, andiamo fuori, montiamo il campo e ci divertiamo come fosse un picnic: il posto lo si trova" e con gran ragione!
Non sono eventi che ti faranno mangiare, parlando dal punto di vista economico di una Associazione, ma sono queste le cose che vorresti fare come reenactor.
Non interminabili palii marchetta, con cortei al seguito di cavallerizzi di dubbio gusto "perché è scenografico" - (e la cavalcatura defeca copiosamente nda), non attese interminabili sotto il sole di luglio per aspettare che degli sbandieratori (che per altro non hai modo di "gustare")  abbiano finito le loro manovre.

Credo di sentire la necessità di eventi nuovi, perché tristemente comincio ad avvertire i semi del mal costume anche qui, in un hobby: persone che deridono iniziative perché "ma questo ti sembra un rimborso spese?" - ma cara grazia che ve n'é uno per le marchette! Persone che percepiscono stipendi come rimborsi spese, negli stessi eventi in cui altri, invece, vengono per il puro gusto di esserci (e quando chiedono qualcosa per la benzina si sentono dire che, se è così, nessuno li ha mai voluti lì per forza). Eventi politici, dove chi partecipa ha altre mire, o viene osteggiato per il suo "colore", o viene attaccato da critiche pesanti con pseudonimi su giornali locali. Se ne vedono veramente di cotte e di crude - al punto da pensare che il vero medioevo non sia che nella testa di alcuni, non nella nostra passione.

È un momento di grandi opportunità: per chi scrive su giornali medi e piccoli per cominciare a curiosare seriamente, senza aspettare l'imboccata. Per chi ha necessità di preservare luoghi di interesse storico e culturale di unire l'utile al dilettevole. Per chi ha buona volontà di lanciarsi.
E poi diciamocelo: quante belle compagnie di soldati romani abbiamo in Italia (e i Sardi qui siano fieri, mi sento di dire)! Perché mai fuori dal colosseo debbano esserci straccioni malvestiti e recalcitranti che potrebbero essere sostituiti qualche volta da reenactors seri lo sa solo l'alto dei cieli!

Questi sono i tempi del rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di ben fatto, perché è faticoso, ma il divertimento è ineguagliato!



Alcune precisazioni: la qualità si paga e salata. Col sudore, la dedizione, lo studio, il sacrificio e non ultimo il denaro.

Molti palii italiani sono veramente belli, non me ne si voglia a male!

Soprattutto, v'è ancora tanta disinformazione su ciò che è rievocazione storica e ciò che non lo è, ma ci somiglia. Questo è un peccato e proprio qui miro a esortare chi parla e scrive ed è ascoltato a sensibilizzare un poco la sua platea: perché non si fanno le cose un tanto al pezzo, per Diana!

Palazzo Trecchi

20.1.14 0 Commenti A+ a-


Corte interna del palazzo con relativa targa a memoria della visita di Garibaldi, foto dell'autore

Palazzo Trecchi, Cremona. Costruito nel 1494-1496 da Giacomo de Trechis, è la nuova roccaforte della di lui famiglia, esiliata da Milano dopo l'assassinio di Gian Maria Visconti (1412) ad opera di alcuni congiurati, tra i quali Giacomo e il fratello Giovanni.

Planimetria del palazzo
Il palazzo, recante la firma dell'architetto Giovan Donato Calvi, ha una storia molto lunga e articolata, buona parte della quale si può trovare facendo riferimento al sito internet della fondazione che lo gestisce. Purtroppo, di tutta questa, ho potuto toccare poco con mano, l'interno del palazzo essendo chiuso ai visitatori. Ciononostante, la corte interna offre un discreto spettacolo, con l'entrata di un rifugio antiaereo costruito dalle forze d'occupazione tedesche durante i conflitti mondiali, riportata anche sulla cartina a lato: si tratta della piccola costruzione all'interno delle aree verdi del giardino.

Garibaldi a Cavallo fotografato
a Palazzo Trecchi.
Si ringraziano gli archivi di
Tivoli per aver scansionato e
resa disponibile la fotografia.

Più interessante, forse, è la fotografia scattata a Garibaldi a cavallo, che mostro qui accanto.

Scarse sono le informazioni relative al palazzo presenti in rete, per cui è consigliabile una sana ricerca su carta. Ad ogni modo, come già accennato, il palazzo viene restaurato nel 1843 da Alessandro Trecchi e, successivamente, nel 1990 da Guido Grandellini, che lo aveva acquistato un anno prima e da Alessandrà Biandrà. Il restauro è terminato da pochissimi anni (1999).

Per quanto riguarda la famiglia dei Trecchi, o, nella forma antica, de Trechis, le informazioni sono, purtroppo, ancora più scarse, per non dire nulle: quello che sono stato in grado di ricavare sono solo pochissime notizie circa altri edifici della famiglia. Invito, pertanto, chiunque abbia informazioni a riguardo a pubblicarle qui di seguito.

La corte interna di Palazzo Trecchi, sito in via Trecchi 20, Cremona. Foto dell'autore.




Vedi anche:
  • link - riferimenti del XVIII secolo alla famiglia Trecchi; altre notizie relative qui
  • link - riferimenti del XVI secolo alla famiglia Trecchi
  • link - pochissime notizie inerenti a Palazzo Trecchi
  • palazzotrecchi.it - il sito ufficiale del Palazzo

Recensione: Il guerriero, l'oplita, il legionario

8.1.14 0 Commenti A+ a-



Vi presento "Il guerriero, l'oplita, il legionario" di Giovanni Brizzi (curriculum), edizioni Il Mulino, Bologna 2009.

Il testo, circa 250 pagine, formato tascabile paperback, è un ricco saggio sulla storia della guerra in epoca classica. Ricchissimo di citazioni e riferimenti, più di quanti ve ne potranno mai servire se siete solo degli amatori, ve l'assicuro, questo piccolo testo è in realtà un breviario di storia latina e correlati.

Dopo una breve introduzione, il Brizzi, autore di più di un centinaio di testi storici e curatore di una rivista storica (la Rivista Storica dell'Antichità, non più in auge), ci introduce al mondo dell'antica grecia e dei suoi guerrieri. Da qui segue, con dovizia di particolari, una panoramica evolutiva del guerriero, con interessanti approfondimenti sulle tattiche militari in relazione al tipo di equipaggiamento dei soldati ed alle filosofie sociali e religiose tipiche dei popoli e dei periodi presi in esame.

Il testo si compone di 5 parti, ognuna a sé stante. La parte prima riguarda la Grecia antica e la nascita del milite organizzato. Dalla seconda parte alle successive si parla, invece, prevalentemente di Roma (terreno in cui il Brizzi eccelle), e, con dovizia di particolari, il lettore viene accompagnato attraverso tutta l'evoluzione del corpo militare romano dalle origini all'epoca di Augusto, con incisi riguardanti la guerra con Annibale, i Parti ed altri argomenti degni di nota. Magistrale l'abilità dell'autore, che riesce a trattare di svariate formazioni militari pur trattando come argomento principale lo sviluppo di Roma.

Testo assolutamente consigliato, specie per approfondimenti.

Informazioni
titolo Il guerriero, l'oplita, il legionario
autore Giovanni Brizzi
edizioni il Mulino
anno 2009 (prima ed. 2002)
pagine 238
costo 13.50€ (brossura)
ISBN 978-88-15-12567-5