Combattiamo contro il cancro

28.4.12 0 Commenti A+ a-

Questo articolo esce grazie al contributo di Davide.
 
Dopo una piacevole e formativa chiaccherata con Davide Bulzacchi, vice-presidente della Compagnia della Torlonga di Padova, voglio raccontarvi di come sia nato l'evento "Combattiamo contro il cancro", primo torneo d'arme organizzato in quel di Padova per raccogliere fondi da destinarsi allo I.O.V.
Ho attaccato la cornetta del telefono pochi istanti fa e spero di riuscire a comunicarti tutto l'impegno che mi è stato descritto al telefono da Davide. Facciamo un passo alla volta.
Grazie ai potenti mezzi multimediali offerti da Facebook le notizie viaggiano con una facilità che fino a pochi anni fa non avrei mai immaginato. È così che sono venuto a sapere di questa iniziativa, che ho provveduto subito ad inserire nel roll degli eventi futuri qui su Unglazed Inky Dun.
Sempre attraverso i potenti mezzi della rete sono riuscito a contattare la Compagnia della Torlonga nella figura del suo vice-presidente. E così facendo sono riuscito a comporre l'intervista di seguito.
La prima domanda, forse scontata, che mi viene da porre è quale sia stata l'idea scatenante che ha portato alla luce questa iniziativa; e il discorso prende vita. Davide mi racconta di come la Compagnia fosse interessata ad ampliare il numero di manifestazioni portate in scena in quel di Padova, dove essa risiede. E così si passa a parlare della location prescelta: il Parco dei Cavalleggeri, una zona che, a detta sua, andrebbe valorizzata maggiormente, nel rispetto della notabile storia cittadina.
Il manifesto dell'iniziativa reca, sullo scudo dell'armato, il logo dell'Istituto Oncologico Veneto, noto I.R.C.C.S. padovano, specializzato nella ricerca e nella cura di tumori e così è naturale parlare dell'aspetto "beneficenza". L'evento, racconta Davide, doveva essere organizzato in collaborazione con la sola modavi; per motivi di forza maggiore, questa collaborazione non è riuscita a coprire da sola tutto l'impegno richiesto per la creazione di un simile evento. Ma, con impegno e pazienza, la Torlonga è riuscita a farsi notare dal dott. Bandoli, responsabile marketing presso l'I.O.V.; costui, assai impressionato dall'iniziativa ha concesso il supporto dell'istituto e ha reso possibile il torneo. La Torlonga si impegna quindi a raccogliere fondi per l'istituto e per la ricerca, mostrando come anche la rievocazione storica, in un periodo così nebuloso come questo, possa aiutare la pesante macchina italiana ad andare avanti.
Ma veniamo ai numeri: ero curioso di sapere quante persone avesse raggiunto questa iniziativa, e le cifre sono sbalorditive! Si parla inizialmente di 6000 persone. Sgrano gli occhi. 6000 persone sono un affluenza degna delle più grandi rievocazioni europee, questo è solo un torneo d'arme! Davide vuole stupirmi. Grazie alla condivisione e al passaparola, la Compagnia ha registrato, nella settimana del 2-7 aprile, 5440 contatti per la prima edizione del torneo. Ma questo numero viene subito superato il giorno 8, quando arriva a 5627. Se anche solo la metà di queste persone presenziassero all'evento credo che Padova avrebbe molto di cui andare fiera.
Ad ogni sono iscritti come combattenti al torneo "solo" 29 scrimadori provenienti da tutta Italia. Parliamo di persone di Urbino, Bologna, Massa, Trieste... Ma le iscrizioni chiudono domani (domenica) mattina alle ore 10.45!
Visto lo scopo principe di Unglazed, porto il discorso sull'ambito della pura Rievocazione. Davide mi spiega come, per agevolare l'affluenza all'evento, si sia dovuta sacrificare la precisione storica complessiva. Così saranno presenti rievocatori provenienti dai secoli fra l'XI ed il XV, e tutti potranno sfidarsi reciprocamente; ciononostante, ad ogni partecipante è richiesta una certa precisione, o per meglio dire coerenza, nella sua attrezzatura e questa è un particolare che porterà, a mio giudizio, grande ricchezza e spunti di conversazione.
Per limitare la diversità di armamenti, sono state prese alcune decisioni: tutti gli scontri saranno limitati alla combinazione spada e scudo, con necessarie limitazioni su entrambi gli strumenti, limitazioni che consentono comunque al singolo concorrente di decidere in piena autonomia l'attrezzo che più si addice al suo stile. Gli incontri dureranno in media 3-4 minuti e saranno giudicati a punteggio (1 punto per braccia e gambe e 2 per il torso); il contatto pieno non è ammesso.

Durante la telefonata Davide ed io abbiamo avuto modo di parlare anche di altri aspetti della manifestazione; di certo, il più importante che non ho ancora affrontato è l'impegno di ogni persona che ha collaborato. Più di una volta Davide ha mostrato segni di debolezza fisica dovuti alla fatica che creare qualcosa di queste dimensioni comporta. Mi viene detto che le ultime scartoffie burocratiche sono arrivate ieri (venerdì) mattina e che, ad ogni modo, l'evento nasce ad ottobre dell'anno passato.

L'entusiasmo generale riesce a pervadermi anche a chilometri di distanza. Ed ecco che siao vicini al momento della verità. Domani si disputerà il torneo, ed il più valente avrà modo di aiutare la scienza con la storia e con la sua fisicità, e questa è una cosa che adoro vedere nelle persone.
Domani, tra il cozzare di ferro e le incitazioni della folla, la Torlonga dimostrerà di aver segnato un grande punto a suo favore. Certo solo il tempo potrà dire quanto questo evento sarà un grande successo o meno, ma Davide mi confida come, potendo, si pensa già di riproporlo per l'anno venturo.

Io concludo qui, per ora; in attesa di vedere i risultati del primo torneo d'arme "Combattiamo contro il cancro" di Padova.
Ci risentiamo a torneo avvenuto, a questo punto!

Un canto goliardo

16.4.12 0 Commenti A+ a-

Riporto per i lettori e per i rievocatori più interessati un testo databile intorno al XIII secolo, anonimo, un estratto da "Confessione di Golia" tradotto da Corrado Corradino, medievalista del secolo passato.
Son materia, son cenere
composta d'elementi
vili, son come foglia
con cui giocano i venti.

Qual nave che nel pelago
non ha nocchiero, o quale
augel che via per l'aria
batte smarrito l'ale,
io non son stretto a vincoli
né a luogo alcun mi lego

mi struggon delle vergini
le grazie ed il candore
se non posso con l'opera
le stupro almen col cuore.

Il gioco accuso in seguito;
ah i casi non son radi
in cui m'avvien di perdere
anche le vesti ai dadi!
Ma se pel freddo ho i brividi,
nell'imo petto ho ardori,
è allora che mi sgorgano
dal cor gl'inni migliori.

È mio saldo propostito
morir dal taverniere:
chi quivi muore ha prossimo
alle labbra il bicchiere,
e ode i cori degli angeli
che pregano: - Sigore
deh accogli nell'Empireo
questo buon bevitore!

Cerco il piacer fra gli uomini
e non oltre le stelle,
non curo affatto l'anima
ma curo assai la pelle.

È cosa assai difficile
superar la natura
e dinanzi a una vergine
serbar la mente pura.

Ahimè, non può chi è giovane
domar la tentazione
e trascurar dei fervidi
sensi l'acuto sprone.


Vedi anche:
  • I canti dei Goliardi o Studenti vaganti del Medioevo, Mondadori, Milano 1928.
  • Corrado Corradino, La confessione di Golia
  • Carmina Burana