Organizzazione Todt

12.10.12 0 Commenti A+ a-

Per questo articolo si ringrazia Edilio G.
 
Qualche tempo fa ricevetti una mail, qui su Unglazed. Era Edilio, ligure, appassionato di storia. Parlando con lui ho ricevuto del materiale che mi è stato concesso di ripubblicare. Per approfondire quello che sarà il cuore della sua ricerca, oggi si parla del periodo post-fascista in Italia, e della Todt.
Dalla ricerca di
Edilio, una inserzione
della O.T. per
lavoratori




Siamo in Germania nel 1933 e l'ingegnere Fritz Todt, già cancelliere di Hitler, viene nominato responsabile della Reichsautobahnen, in particolare General Inspektor für das deutsche Strassenwesen. Come il nome suggerisce, la Organizzazione Todt (O.T.), come viene poi detta in Italia, nasce per garantire le infrastrutture basilari al territorio tedesco, in altre parole strade e vie di collegamento. Il suo successo, la grande collaborazione tra stato ed imprese private catalizzata dalla Reichsautobahnen le garantisce la trasformazione da impresa temporanea ad organizzazione permanente. La sua natura stessa viene modificata per adattarsi alla sua nuova attività, con un accordo del 1938 stretto dallo stesso Todt.
Sotto la guida di Todt, la O.T. fornisce lavoro a più d'un milione e mezzo di giovani e prigionieri di guerra.
Todt spira nel 1942, l'8 di Febbraio, a seguito in un incidente aereo da alcuni considerato dubbio.
Al grande organizzatore succede lo stesso anno Albert Speer, in carica per 3 anni; molti lo ricordano per le sue memorie autobiografiche, in cui molto si legge del duro periodo di guerra del secondo conflitto mondiale.
Proprio sotto il comando di Speer, nel 1943, la Todt arriva in Italia. La Reichsautobahnen cessa di essere con Speer un'organizzazione militare e si concentra sulla costruzione di infrastrutture pubbliche.
Restiamo un momento in Italia. Nel 1943, il 25 luglio, il partito fascista muore con la sua organizzazione, l'8 settembre l'Italia dichiara la resa e pochi giorni dopo, il 23 settembre, viene firmato l'atto costituente della Repubblica Sociale Italiana. Citando Edilio
iniziano anni veramente tragici per la popolazione. La gente è stanca, frastornata, affamata di pace, cibo e lavoro. [...] Sui quotidiani si pubblicano sollecitanti offerte di lavoro sia con la O.T. [...]
 Nello stesso biennio '44 - '45, prima del declino e della chiusura della O.T., in Italia si sviluppa la Organizzazione Paladino, con funzioni molto simili alla O.T. ed anzi, a guardarla da lontano, sua fotocopia. Questa volta il merito va a Francesco Paladino, che gestisce un'organizzazione ausiliaria di dimensioni minuscole, se confrontata alla Todt. Curiosamente, molto materiale cartaceo relativo alla O.P. si può trovare su eBay - intendendo dire reperti d'epoca.



Vedi anche:

  • Ricerca Privata - Carlo Alfredo Clerici, “L’Organizzazione Todt e le sue attività in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale”, Uniformi & Armi, ottobre 1995, pp. 56 - 63
  • Ricerca Privata - Approfondimenti sul personaggio di Francesco Paladino
  • Ricerca Privata - Approfondimento sul triennio '43 - '45 a cura di Ruggero Giacomini
  • WikiCommons - Materiale fotografico circa la O.T.
  • Istrevi - Newsletter di Luglio 2012 dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Vicenza, in cui si annunciano pubblicazioni sulla O.T. e sulla O.P.
  • DVaC - Approfondimenti sulla O.T. e altre organizzazioni tedesche.

Incursioni Aeree sul Po

7.9.12 0 Commenti A+ a-

edit: il vecchio sito di Aircrash Po non è più disponibile in rete. Il loro nuovo indirizzo pare essere il seguente: http://www.aircrashpo.com/


Girovagando sulla rete, mi è capitato di imbattermi in un progetto singolare, vuoi per la sua specificità, vuoi per la sua parvenza di "fai da te". Per gli amanti della ricostruzione storica, per gli amanti della storia da vivere e della storia da conoscere da un punto di vista differente, oggi vi parlerò del progetto aircrash PO.

Iniziando ovviamente dal sito internet! Il progetto ACPO nasce nel 2007, sebbene il sito trasudi anni novanta da ogni pixel. Secondo la biografia pubblicata, con l'intento di raccogliere tutte le notizie relative alle incursioni aeree effettuate tra il Luglio 1944 ed Aprile 1945 nella valle del Po.
La specifcità del periodo, evidentemente inadatta ad un pubblico vasto, è tuttavia una scelta precisa, a mio avviso, operata dagli stessi curatori del sito (Stefano D. Merli, Agostino prof. Alberti, Luca Merli, Diego Vezzoli) per concentrarsi su poche informazioni e reperire materiale di qualità.
Ed è innegabile la qualità del lavoro svolto da queste persone! Sfogliando le pagine del sito è possibile trovare una grandissima quantità di informazioni, come fotografie o scansioni di documenti d'epoca. La quantità di informazioni presente in questo sito è quasi incredibile, se si pensa che il progetto è attivo da soli 5 anni.
Per gli amanti della storia vivente, la sezione di certo più interessante è quella dei reperti, veramente strabiliante!

Non credo di dover dire molto altro a questo punto. Quello che ti consiglio caldamente di fare, ora, è di cliccare su questo link e andare prontamente a conoscere la storia del tuo passato recente. Potrebbe benissimo trattarsi di fotografie inerenti a racconti che tuo padre o tuo nonno ti hanno tramandato in qualche sera d'inverno.

Cassine Medievale

3.9.12 0 Commenti A+ a-


Recensione dell'edizione 2012 della festa di Cassine Medievale, svoltasi ancora sotto la pioggia, in edizione ridotta, ma senza perdere nulla in qualità. Un grande augurio va ai suoi organizzatori, affinché l'anno futuro si possa ripetere la magnifica esperienza.

Grande successo per Cassine Medievale, per la qualità dell'evento, per il divertimento offerto. Quest'anno la scenografia ha previsto il mondo dei costruttori e degli artigiani, con la ricostruzione di un argano e spettacoli didattici volti a spiegare il pericoloso lavoro dei costruttori.
Figuranti della compagnia Merito et Tempore
Molti i gruppi presenti, tra cui la Merito et Tempore, Vox Condoviae, i cavalieri di Ranaan, il giovane gruppo dei Masnadieri di Alessandria - solo per citare alcune delle comparse. Ciascuno ha fatto del suo meglio, vuoi per preparare l'attrezzatura a discapito del maltempo che ha imperversato sabato mattina, vuoi per salvare capra e cavoli dalla maligna pioggia di sabato mattina.
Le previsioni meteo dell'aereonautica hanno evidentemente fallito, eppure per i, purtroppo pochi, partecipanti lo spettacolo è stato intrigante, intimo e, se mi è concesso, magico.
Entrata a prezzo ridotto, quest'anno, ma bancarelle di qualità per gli amanti della spesa, buona musica, artigianato particolare (costruttori di candele, fabbri) e buon cibo allo stand dell'osteria (ottime le frittelle).

Vedi anche:

Defensor Pacis

21.7.12 0 Commenti A+ a-

Ritorniamo a parlare di storia con un estratto dall'opera Defensor Pacis di Marsilio da Padova (metà del XIV secolo). Questo breve testo che vado a proporre è talmente attuale da risultare spaventoso, se si pensa che questo tema è ancora assai discusso a distanza di più di 700 anni:
Ci si chiede se convenga che tutti gli uomini che vivono in uno stato civile e sparsi su tutta la superficie del globo terrestre si diano un capo supremo unico o se, al contrario, non sia da preferire che nelle diverse contrade, separate dalle frontiere geografiche, linguistiche o morali, ciascuna delle comunità particolari si dia il governo che meglio le conviene. Sembra veramente che questa seconda soluzione si imponga e che si debba vedere in essa l'influenza di una causa celeste che tende a limitare la propagazione illimitata dela specie umana. Si può infatti considerare che la natura abbia inteso di moderare questa propagazione suscitando guerre o epidemie e disseminando ogni sorta di difficoltà sotto i passi degli uomini.
Marsilio da Padova, 1324
Parole molto coscienti, per il periodo storico ove sono vergate; parole che sono scevre da ogni legame temporale e divino: anche laddove l'aggettivo celeste viene utilizzato, l'accezione che il testo sembra conferirgli è quella di semplice riflessione, come quando non si riesce a dare una spiegazione al fenomeno e lo si confonde, infine, con uno spirito che governa il tempo e le cose, non Dio, ma il Cosmo.

Marsilio da Padova, è facile intuirlo, non ebbe vita facile con la Chiesa del suo tempo, che, infine, lo bollò figlio del demonio e prese contro la di lui persona misure facilmente prevedibili - scomunica nel 1327 come duos perditionis filios et maledictionis alumnos insieme al co-autore del Defensor Jean de Jandun.

Vedi anche:
  • Opere di e su Marsilio - informazioni aggiornate su Wikipedia Italia
  • J. le Goff, Gli intellettuali nel medioevo, ISBN 978-88-04-57731-7, pagg. 125 - 130
  • Il difensore della pace - edizione in volgare fiorentino a cura della Fondazione Luigi Einaudi

simulacri d'arma e rievocazione

28.6.12 0 Commenti A+ a-


Qualche riga di commento circa la legislatura in merito al porto d'armi bianche e la classificazione dei simulacri d'arma. Disclaimer: non sono un giurista, né un esperto in materia. Qui mi limito a riportare commenti di persone più formate di me ed esperienze personali.
Ho ritrovato di recente un vecchio articolo preso da Ars Historiae, quella splendida pubblicazione veronese tanto cara a molti appassionati e, ormai, ahimé, rarità. Si parla del porto d'armi bianche e della legislatura in materia. Vi propongo alcuni estratti di questo ormai paleo-articolo del 2005:
Il problema dell'uso di armi antiche nel corso di manifestazioni storico-rievocative non è di facile soluzione.
E, purtroppo, questo problema è ben noto a quanti portano con sé riproduzioni (o originali) di strumenti d'offesa di epoche passate o quasi contemporanee. Innanzi tutto, dalla mia esperienza, vengono considerate armi bianche, oltre alle armi bianche convenzionalmente riconosciute (lame affilate di lunghezza considerevole), anche le armi antiche, prive o provviste di filo, purché originali. Non sono armi bianche, al contrario le riproduzioni di armi antiche, purché sprovviste (ovviamente) di filo. Parimenti, archi e balestre sono armi non convenzionali, poiché considerati strumenti sportivi, il cui porto e trasporto è soggetto a restrizioni (trasporto in condizioni di sicurezza, ovvero con lo strumento non atto ad offendere in alcun modo, solo qualora vi sia una valida ragione di trasporto - esempio gara o allenamento - e seguendo il tragitto più breve per la destinazione). Le armi da fuoco sono di più complessa trattazione e meritano un articolo a parte più avanti.
Non è considerato porto d'arma l'esibizione di un simulacro durante una manifestazione da parte dei figuranti, poiché
è esclusa ogni sua intenzione di usarla come arma; egli la trasporta su di sé al fine di esibizione e in una situazione di pieno controllo da parte delle autorità
Le disposizioni contro il porto di armi bianche in ritrovi pubblici, siano essere armi proprie o improprie (e i simulacri sono certamente armi improprie) servono ad evitare che persone si raggruppino con l'intenzione di offendere, ma anche per evitare che ad una manifestazione storica, ad esempio, la folla si raduni in armi per assaltare il corteo.
in una manifestazione rievocativa si possono portare armi bianche, proprie e impropri e persino le armi bianche per cui vi è il divieto assoluto di porto, perché non si è di fronte ad un porto nel senso voluto dalla legge, ma ad una controllata esibizione in situazioni che escludono ogni impiego lesivo dell'oggetto
Queste, come le altre citazioni, sono estratti da un articolo tratto dalla rivista citata in calce e firmato da Edoardo Mori, giurista con esperienza pluridecennale nel campo delle armi e del diritto delle armi, già autore per la rivista Diana Armi dell'editoriale Olimpia di Firenze.
Ora, non per essere scettico, ma io personalmente non rischierei la presenza di un'arma bianca propria in un corteo storico, per qualsivoglia ragione. Inoltre ammetto che in questo materiala manca del tutto la trattazione del trasporto del simulacro, termine molto comodo per definire le riproduzioni fedeli in metallo, prive di filo, di armi bianche, per ragioni quali allenamento o manutenzione.

Spero che queste poche righe possano aiutare a indirizzare verso la giusta via i rievocatori, che spesso utilizzano strumenti in buona fede senza sapere quanto possa essere rischioso questo dal punto di vista legale.
Spero in futuro di avere tempo di migliorare questo articolo con l'aggiunta di riferimenti alla legge esistente. Non esitare a commentare aggiungendo la tua personale conoscenza!

Vedi anche:
  • Ars Historiae anno 02 numero 4 (2005)

Enrico Tessera

6.6.12 0 Commenti A+ a-



Questo articolo esce grazie alla cortese collaborazione del Comune di Mortara e di S.S.
 
In questo articolo voglio rendere onore ad Enrico Tessera, fu storico mio concittadino. Credo sia doveroso preservare e condividere la storia di quest'uomo che solo, nel XIX secolo, si è prodigato per raccogliere la storia della sua città e preservarla per le epoche future.
Enrico Tessera nasce a Mortara il 15 novembre 1828 e di lui si parla come di un uomo appassionato di storia e dal vivo amor di Patria. Dai registri comunali si evince quanto fosse stimato per l'onestà intellettuale, il carattere cordiale ed il retto comportamento.
Tra il 1884 ed il 1894 si dedica allo studio della sua città, Mortara appunto, con dedizione ed interesse, a tal punto da produrre diversi appunti, in quantità tale da ricostruire un'opera di pregio intitolata "Mortara nella storia: dalle origini al XIX secolo". Questa è considerata la sua opera di maggior pregio ed è composta di cinque volumi, per un totale di 1144 pagine. La sua copertura della storia della città arriva sino al 1892. Una copia si può consultare presso la Biblioteca Civica della Città.
Una parte del manoscritto, quella relativa alla Basilica di San Lorenzo, si trova, invece, presso la Basilica stessa, cui fu donata nel 1949 da Ada Rotondi Tessera, pronipote di Enrico.
La ricerca è considerata di pregievole fattura poiché si tratta di un'organizzazione del materiale contenuto negli archivi comunali della città, unita ad una contestualizzazione nel panorama storico generale dell'Italia

Il manoscritto è stato digitalizzato nel 2006 grazie al finanziamento del Lions Club Mortara Mede Host.

Il Tessera spirò a Novara l'11 febbraio 1894. A lui venne intitolata una via del centro storico di Mortara con delibera CC n°1 dell'8 aprile 1925 ("Denominazione delle vie cittadine").

Vedi anche:

Combattiamo contro il cancro

28.4.12 0 Commenti A+ a-

Questo articolo esce grazie al contributo di Davide.
 
Dopo una piacevole e formativa chiaccherata con Davide Bulzacchi, vice-presidente della Compagnia della Torlonga di Padova, voglio raccontarvi di come sia nato l'evento "Combattiamo contro il cancro", primo torneo d'arme organizzato in quel di Padova per raccogliere fondi da destinarsi allo I.O.V.
Ho attaccato la cornetta del telefono pochi istanti fa e spero di riuscire a comunicarti tutto l'impegno che mi è stato descritto al telefono da Davide. Facciamo un passo alla volta.
Grazie ai potenti mezzi multimediali offerti da Facebook le notizie viaggiano con una facilità che fino a pochi anni fa non avrei mai immaginato. È così che sono venuto a sapere di questa iniziativa, che ho provveduto subito ad inserire nel roll degli eventi futuri qui su Unglazed Inky Dun.
Sempre attraverso i potenti mezzi della rete sono riuscito a contattare la Compagnia della Torlonga nella figura del suo vice-presidente. E così facendo sono riuscito a comporre l'intervista di seguito.
La prima domanda, forse scontata, che mi viene da porre è quale sia stata l'idea scatenante che ha portato alla luce questa iniziativa; e il discorso prende vita. Davide mi racconta di come la Compagnia fosse interessata ad ampliare il numero di manifestazioni portate in scena in quel di Padova, dove essa risiede. E così si passa a parlare della location prescelta: il Parco dei Cavalleggeri, una zona che, a detta sua, andrebbe valorizzata maggiormente, nel rispetto della notabile storia cittadina.
Il manifesto dell'iniziativa reca, sullo scudo dell'armato, il logo dell'Istituto Oncologico Veneto, noto I.R.C.C.S. padovano, specializzato nella ricerca e nella cura di tumori e così è naturale parlare dell'aspetto "beneficenza". L'evento, racconta Davide, doveva essere organizzato in collaborazione con la sola modavi; per motivi di forza maggiore, questa collaborazione non è riuscita a coprire da sola tutto l'impegno richiesto per la creazione di un simile evento. Ma, con impegno e pazienza, la Torlonga è riuscita a farsi notare dal dott. Bandoli, responsabile marketing presso l'I.O.V.; costui, assai impressionato dall'iniziativa ha concesso il supporto dell'istituto e ha reso possibile il torneo. La Torlonga si impegna quindi a raccogliere fondi per l'istituto e per la ricerca, mostrando come anche la rievocazione storica, in un periodo così nebuloso come questo, possa aiutare la pesante macchina italiana ad andare avanti.
Ma veniamo ai numeri: ero curioso di sapere quante persone avesse raggiunto questa iniziativa, e le cifre sono sbalorditive! Si parla inizialmente di 6000 persone. Sgrano gli occhi. 6000 persone sono un affluenza degna delle più grandi rievocazioni europee, questo è solo un torneo d'arme! Davide vuole stupirmi. Grazie alla condivisione e al passaparola, la Compagnia ha registrato, nella settimana del 2-7 aprile, 5440 contatti per la prima edizione del torneo. Ma questo numero viene subito superato il giorno 8, quando arriva a 5627. Se anche solo la metà di queste persone presenziassero all'evento credo che Padova avrebbe molto di cui andare fiera.
Ad ogni sono iscritti come combattenti al torneo "solo" 29 scrimadori provenienti da tutta Italia. Parliamo di persone di Urbino, Bologna, Massa, Trieste... Ma le iscrizioni chiudono domani (domenica) mattina alle ore 10.45!
Visto lo scopo principe di Unglazed, porto il discorso sull'ambito della pura Rievocazione. Davide mi spiega come, per agevolare l'affluenza all'evento, si sia dovuta sacrificare la precisione storica complessiva. Così saranno presenti rievocatori provenienti dai secoli fra l'XI ed il XV, e tutti potranno sfidarsi reciprocamente; ciononostante, ad ogni partecipante è richiesta una certa precisione, o per meglio dire coerenza, nella sua attrezzatura e questa è un particolare che porterà, a mio giudizio, grande ricchezza e spunti di conversazione.
Per limitare la diversità di armamenti, sono state prese alcune decisioni: tutti gli scontri saranno limitati alla combinazione spada e scudo, con necessarie limitazioni su entrambi gli strumenti, limitazioni che consentono comunque al singolo concorrente di decidere in piena autonomia l'attrezzo che più si addice al suo stile. Gli incontri dureranno in media 3-4 minuti e saranno giudicati a punteggio (1 punto per braccia e gambe e 2 per il torso); il contatto pieno non è ammesso.

Durante la telefonata Davide ed io abbiamo avuto modo di parlare anche di altri aspetti della manifestazione; di certo, il più importante che non ho ancora affrontato è l'impegno di ogni persona che ha collaborato. Più di una volta Davide ha mostrato segni di debolezza fisica dovuti alla fatica che creare qualcosa di queste dimensioni comporta. Mi viene detto che le ultime scartoffie burocratiche sono arrivate ieri (venerdì) mattina e che, ad ogni modo, l'evento nasce ad ottobre dell'anno passato.

L'entusiasmo generale riesce a pervadermi anche a chilometri di distanza. Ed ecco che siao vicini al momento della verità. Domani si disputerà il torneo, ed il più valente avrà modo di aiutare la scienza con la storia e con la sua fisicità, e questa è una cosa che adoro vedere nelle persone.
Domani, tra il cozzare di ferro e le incitazioni della folla, la Torlonga dimostrerà di aver segnato un grande punto a suo favore. Certo solo il tempo potrà dire quanto questo evento sarà un grande successo o meno, ma Davide mi confida come, potendo, si pensa già di riproporlo per l'anno venturo.

Io concludo qui, per ora; in attesa di vedere i risultati del primo torneo d'arme "Combattiamo contro il cancro" di Padova.
Ci risentiamo a torneo avvenuto, a questo punto!

Un canto goliardo

16.4.12 0 Commenti A+ a-

Riporto per i lettori e per i rievocatori più interessati un testo databile intorno al XIII secolo, anonimo, un estratto da "Confessione di Golia" tradotto da Corrado Corradino, medievalista del secolo passato.
Son materia, son cenere
composta d'elementi
vili, son come foglia
con cui giocano i venti.

Qual nave che nel pelago
non ha nocchiero, o quale
augel che via per l'aria
batte smarrito l'ale,
io non son stretto a vincoli
né a luogo alcun mi lego

mi struggon delle vergini
le grazie ed il candore
se non posso con l'opera
le stupro almen col cuore.

Il gioco accuso in seguito;
ah i casi non son radi
in cui m'avvien di perdere
anche le vesti ai dadi!
Ma se pel freddo ho i brividi,
nell'imo petto ho ardori,
è allora che mi sgorgano
dal cor gl'inni migliori.

È mio saldo propostito
morir dal taverniere:
chi quivi muore ha prossimo
alle labbra il bicchiere,
e ode i cori degli angeli
che pregano: - Sigore
deh accogli nell'Empireo
questo buon bevitore!

Cerco il piacer fra gli uomini
e non oltre le stelle,
non curo affatto l'anima
ma curo assai la pelle.

È cosa assai difficile
superar la natura
e dinanzi a una vergine
serbar la mente pura.

Ahimè, non può chi è giovane
domar la tentazione
e trascurar dei fervidi
sensi l'acuto sprone.


Vedi anche:
  • I canti dei Goliardi o Studenti vaganti del Medioevo, Mondadori, Milano 1928.
  • Corrado Corradino, La confessione di Golia
  • Carmina Burana