Ificrate Ateniese

20.6.11 0 Commenti A+ a-

Ificrate (Ιφικράτης) l'Ateniese è un personaggio di cui non si riesce a conoscere molto par essere stato un famoso generale del mondo antico, da ricordarsi per la sua innovatività nelle tecniche di combattimento. Sappiamo per certo che visse nel IV secolo a.C. e che combatté nella guerra di Corinto. Pare fosse uno stimato generale, per altro, stratega dalla mente aperta alle innovazioni, di cui fece largo uso. La battaglia che lo ha reso famoso agli occhi dei cronisti è stata quella di Corinto (392 a.C.): dopo la presa del porto di Lacheo per mano degli spartani, il giovane comandante riunì un manipolo di guerrieri, probabilmente mercenari, e li condusse nella difesa di Atene. Visto il periodo storico, credo sia ammissibile immaginare un giovane guerriero atenese che raccoglie intorno a sé amici e conoscenti, insieme ai loro dipendenti e relativi (passatemi un po' di slang) in armi e li conduce alla difesa di una delle più potenti città partenopee. Interessante punto: utilizzò tecniche di guerriglia nel difendere le mura. Più interessante dell'affermazione "ma le tecniche di guerriglia nasceranno solo molto tempo dopo", è la constatazione della genialità del personaggio: in un'epoca dove l'arte guerriera era tradizionalista, ordinata, fondata sul valore del singolo, immesso in gruppi para-organizzati, l'uso di uomini singoli schermagliatori per combattere una battaglia così importante ricorda più una scorreria di briganti, che non una vera e propria guerra.
Dopo la vittoria ateniese, il generale ribaì, infatti, l'importanza delle tradizioni, ricomponendo il suo manipolo di uomini e riorganizzandolo, rendendolo molto più simile ad una formazione militare canonica. Sul resto della sua storia si può dire poco. Si sa che non lavorò solo al soldo greco, ma anche sotto sovrani della Tracia e dell'Egitto, con scarsa rilevanza.
Il personaggio mi ha affascinato, forse per la sua genialità, forse per la sua storia misteriosa, che lascia molto all'immaginazione. Però, sì, credo di poter dire che si tratta di uno degli esempi del modo di combattere ellenico puro, prima dell'organizzazione oplitica, prima della riforma romana.
Iphicratem Atheniensem maxime laudant rerum scriptores non solum propter magnitudinem et gloriam rerum gestarum sed etiam propter militaris rei peritiam. Fuit enimpraeclarus dux non solum aetatis suae sed omnium temporum. Multa bella gessit, saepe exercituum dux fuit, semper consilio hostes vicit, in re militari multa renovavit. Nam antea pedestres copiae Atheniensium maximos olipeos, breves hastas, minutos gladios contra hostes adhibebant; ipse hastarum et gladiorum longitudinem duplicavit et scuta parva et levia militibus dedit. Bellum cum Thracibus gessit et regem Seuthem, Atheniensium socium, in in regnum restituit. Apud Corinthum copias Lacedaemoniorum fugavit et ingentem gloriam patriae suae comparavit. Bonus civis fuit, leges patrias numquam violavit, semper fidem servavit, miseris in rebus adversis auxilium et tutelam praebuit. Vixit ad extremam senectutem in perpetua concordia cum civibus suis.

Ho trovato questo breve testo, che a lui si riferisce. Perdonate eventuali errori di ricopiatura. Molto interessante è la parte che riguarda le sue riforme dell'equipaggiamento militare. Pare, infatti, che abbia sostituito alle tradizionali lance brevi e grandi scudi, delle lance di lunghezza doppia (modifica che applicò anche alle lame) e diminuito dimensioni e peso degli scudi, rendendo così i suoi armati più leggeri, flessibili e con una portata maggiore. Di certo un grande vantaggio in battaglia, se fossero riusciti a oltrepassare il muro di scudi avversario.

Mi pare di trovare un riferimento ad Ificrate anche nel testo "Le Storie di Arianno su la spedizione di Alessandro" di don Marco Mastrofini, Bologna, 1820, dove si dice che
Erano di questi [ambasciatori greci] Euticle Spartano, Tessalico figlio d'Ismenio e Dionisodoro vincitore ne' i giochi Olimpici, ambedue Tebani; ed Ificrate Ateniese, figlio d'Ificrate, e duce di schiere. [...] Rilasciò pur Ificrate per la regia amicizia verso Atene, e per memoria della gloria del padre di esso Ificrate, ed ebbelo presso di se, finché visse, in grande onore, e morto poi per infermità ne fece riportare le ossa in Atene a' parenti.
Ancora poi, in un oscuro tomo citato qui sotto, si fa riferimento ad un
Ificrate, generale ateniese, d'oscuri natali, [che] s'innalzò mercé la sua prudenza e le sue virtù militari, ai più grandi impieghi, e merità, per le sue azioni condotte sovente con più arte che fortuna, la fama d'uno dei più valenti capitani della Grecia. Suo padre era calzolajo; ma in Atene i talenti tenevano vece di nobiltà, ed il merito solo faceva gli uomini grandi.
che mi pare possa essere proprio l'Ificrate di cui si sta parlando.

Mortara, 23/10/2014. Riprendo in mano questo breve, affrettato testo scritto anni fa, poiché mi risulta sia ancora uno dei più letti fra quelli pubblicati. Non volendo riprendere l'intera struttura del testo, mi limito ad alcune correzioni e all'aggiunta di riferimenti esterni. Spero possa servire in futuro quanto è servito in passato, specie ora che vuol crescere meno disordinato.

vedi anche:

Giovane ingegnere, appassionato di tardo Medioevo. Sono entrato nel giro della storia dopo aver provato a vestirmi ed agire come una persona del passato, scoprendo di poter vedere le cose nei musei con occhi diversi. Ora non posso più fare a meno di leggere (e scrivere) del XV secolo, soprattutto di quello italiano (milanese).