Ancient Lives | Oxford

2.8.11 0 Commenti A+ a-

È con piacevole stupore che mi trovo dopo così poco tempo a scrivere un articolo divulgativo per l'estate. Leggendo articoli da La Stampa, sono venuto a conoscenza di una meravigliosa iniziativa lanciata dall'università di Oxford. Sto parlando di Ancient Lives, una iniziativa di massa per la catalogazione e la trascrizione di testi antichi.
Da quanto si riesce ad evincere dalla pagina About del progetto, l'antefatto presenta un quadro piuttosto semplice. Una spedizione in egitto ha portato alla luce un numero considerevole di papiri scritti in greco, che ora vanno considerati, trascritti, tradotti, catalogati. Il lavoro, enorme per un piccolo team di ricerca, si avvale a questo punto di Ancient Lives e della collaborazione di volontari on-line.
Qui arriviamo al punto: con una semplice e gratuita registrazione, si può accedere come volontari al lavoro di trascrizione. Un tutorial può spiegare le semplici fasi del lavoro. Dopo una prova sul campo posso affermare che il lavoro è veramente semplice: viene presentato un frammento su cui è necessario lavorare. Si seguono diverse fasi, una prima di misurazione, una successiva di posizionamento dei caratteri ed infine una di riconoscimento dei caratteri. Dopo aver cliccato sui caratteri presenti sul testo, tramite una intuitiva tastiera è possibile segnalare, efficacemente, si spera, quale carattere è stato individuato. Il lavoro viene salvato ogni 20 secondi.
Ogni aiuto in questo campo verrà apprezzato da Oxford e dal team di ricerca, che riusciranno a svolgere più facilmente il lavoro, con l'aiuto di tutti.
Unglazed si fa carico di segnalare l'iniziativa, sperando che molti avranno voglia di contribuire, anche dall'Italia, a questo meritevole progetto.
Di nuovo, un buon Agosto a tutti!

Ificrate Ateniese

20.6.11 0 Commenti A+ a-

Ificrate (Ιφικράτης) l'Ateniese è un personaggio di cui non si riesce a conoscere molto par essere stato un famoso generale del mondo antico, da ricordarsi per la sua innovatività nelle tecniche di combattimento. Sappiamo per certo che visse nel IV secolo a.C. e che combatté nella guerra di Corinto. Pare fosse uno stimato generale, per altro, stratega dalla mente aperta alle innovazioni, di cui fece largo uso. La battaglia che lo ha reso famoso agli occhi dei cronisti è stata quella di Corinto (392 a.C.): dopo la presa del porto di Lacheo per mano degli spartani, il giovane comandante riunì un manipolo di guerrieri, probabilmente mercenari, e li condusse nella difesa di Atene. Visto il periodo storico, credo sia ammissibile immaginare un giovane guerriero atenese che raccoglie intorno a sé amici e conoscenti, insieme ai loro dipendenti e relativi (passatemi un po' di slang) in armi e li conduce alla difesa di una delle più potenti città partenopee. Interessante punto: utilizzò tecniche di guerriglia nel difendere le mura. Più interessante dell'affermazione "ma le tecniche di guerriglia nasceranno solo molto tempo dopo", è la constatazione della genialità del personaggio: in un'epoca dove l'arte guerriera era tradizionalista, ordinata, fondata sul valore del singolo, immesso in gruppi para-organizzati, l'uso di uomini singoli schermagliatori per combattere una battaglia così importante ricorda più una scorreria di briganti, che non una vera e propria guerra.
Dopo la vittoria ateniese, il generale ribaì, infatti, l'importanza delle tradizioni, ricomponendo il suo manipolo di uomini e riorganizzandolo, rendendolo molto più simile ad una formazione militare canonica. Sul resto della sua storia si può dire poco. Si sa che non lavorò solo al soldo greco, ma anche sotto sovrani della Tracia e dell'Egitto, con scarsa rilevanza.
Il personaggio mi ha affascinato, forse per la sua genialità, forse per la sua storia misteriosa, che lascia molto all'immaginazione. Però, sì, credo di poter dire che si tratta di uno degli esempi del modo di combattere ellenico puro, prima dell'organizzazione oplitica, prima della riforma romana.
Iphicratem Atheniensem maxime laudant rerum scriptores non solum propter magnitudinem et gloriam rerum gestarum sed etiam propter militaris rei peritiam. Fuit enimpraeclarus dux non solum aetatis suae sed omnium temporum. Multa bella gessit, saepe exercituum dux fuit, semper consilio hostes vicit, in re militari multa renovavit. Nam antea pedestres copiae Atheniensium maximos olipeos, breves hastas, minutos gladios contra hostes adhibebant; ipse hastarum et gladiorum longitudinem duplicavit et scuta parva et levia militibus dedit. Bellum cum Thracibus gessit et regem Seuthem, Atheniensium socium, in in regnum restituit. Apud Corinthum copias Lacedaemoniorum fugavit et ingentem gloriam patriae suae comparavit. Bonus civis fuit, leges patrias numquam violavit, semper fidem servavit, miseris in rebus adversis auxilium et tutelam praebuit. Vixit ad extremam senectutem in perpetua concordia cum civibus suis.

Ho trovato questo breve testo, che a lui si riferisce. Perdonate eventuali errori di ricopiatura. Molto interessante è la parte che riguarda le sue riforme dell'equipaggiamento militare. Pare, infatti, che abbia sostituito alle tradizionali lance brevi e grandi scudi, delle lance di lunghezza doppia (modifica che applicò anche alle lame) e diminuito dimensioni e peso degli scudi, rendendo così i suoi armati più leggeri, flessibili e con una portata maggiore. Di certo un grande vantaggio in battaglia, se fossero riusciti a oltrepassare il muro di scudi avversario.

Mi pare di trovare un riferimento ad Ificrate anche nel testo "Le Storie di Arianno su la spedizione di Alessandro" di don Marco Mastrofini, Bologna, 1820, dove si dice che
Erano di questi [ambasciatori greci] Euticle Spartano, Tessalico figlio d'Ismenio e Dionisodoro vincitore ne' i giochi Olimpici, ambedue Tebani; ed Ificrate Ateniese, figlio d'Ificrate, e duce di schiere. [...] Rilasciò pur Ificrate per la regia amicizia verso Atene, e per memoria della gloria del padre di esso Ificrate, ed ebbelo presso di se, finché visse, in grande onore, e morto poi per infermità ne fece riportare le ossa in Atene a' parenti.
Ancora poi, in un oscuro tomo citato qui sotto, si fa riferimento ad un
Ificrate, generale ateniese, d'oscuri natali, [che] s'innalzò mercé la sua prudenza e le sue virtù militari, ai più grandi impieghi, e merità, per le sue azioni condotte sovente con più arte che fortuna, la fama d'uno dei più valenti capitani della Grecia. Suo padre era calzolajo; ma in Atene i talenti tenevano vece di nobiltà, ed il merito solo faceva gli uomini grandi.
che mi pare possa essere proprio l'Ificrate di cui si sta parlando.

Mortara, 23/10/2014. Riprendo in mano questo breve, affrettato testo scritto anni fa, poiché mi risulta sia ancora uno dei più letti fra quelli pubblicati. Non volendo riprendere l'intera struttura del testo, mi limito ad alcune correzioni e all'aggiunta di riferimenti esterni. Spero possa servire in futuro quanto è servito in passato, specie ora che vuol crescere meno disordinato.

vedi anche:

Matematica Ricreativa

23.4.11 0 Commenti A+ a-

Quando che 'l cubo con le cose appresso
Se agguaglia  aqualche numero discreto
Trovami dui altri, differenti in esso.
Dapoi terrai, questo per consueto,
Che 'l loro produtto, sempre sia eguale
Al terzo cubo delle cose netto,
El residuo poi suo generale,
Dello lor lati cubi, ben sottratti
Varrà la tua cosa principale.
In el secondo, de cotesti atti
Quando che 'l cubo restasse lui solo,
Tu osserverai quest'altri contratti,
Del numer farai due tal aprt'a volo,
Che l'una, in l'altra, si produca schietto,
El terzo cubo delle cose in stolo
Delle quali poi, per commun precetto,
Terrai li lati cubi, insieme giunti
El cotal somma, sarà il tuo concetto.
El terzo poi, de questi nostri conti
Se solve col secondo, se ben guardi
Che per natura son quasi congiunti.
Questi trovai, et non con passi tardi
Nel mille cinquecent'e quattro e trenta;
Con fondamenti ben sald'e gagliardi
nella Città dal mar 'intorno centa.

Niccolò Tartaglia, 1534, Venezia
matematica ricreativa

I Trecento(sei)

3.3.11 0 Commenti A+ a-

In un sol giorno i Fabi marciarono tutti in battaglia;
ed in un sol giorno caddero tutti morti.
Ovidio

In Memoria di Giuseppe Tartini

26.2.11 0 Commenti A+ a-

Si spegneva 240 anni fa presso Padova la fiamma fulgida di Giuseppe Tartini, grande Violinista e Compositore della storia della musica italiana, dopo una lunga permanenza su questa terra, durata 77 anni.

Famoso, di certo, per la sua nota composizione, la sonata per violino in sol minore, meglio nota come "Il Trillo del Diavolo", a Tartini si deve uno degli spunti di fisica acustica a tutt'oggi più controversi: il terzo suono, o nota di Tartini.

A tutti, profani e non, sarà nota almeno la base della fisica acustica e della trasmissione del suono. Tutta la bella musica che ascoltiamo è null'altro se non un insieme di onde meccaniche che si propagano attraverso un mezzo, solitamente l'aria. Comportandosi come tutte le altre loro parenti, le onde sonore sono soggette a interessanti effetti di interferenza, difrazione, rifrazione, riflessione. Termini, questi, che non ci interessano, in fondo più di tanto, e che possiamo, superficialmente, descrivere come "le ricette dei suoni", ovvero "come i suoni si mischiano a fare la torta detta musica". Meno nota, soprattutto ai profani, è una serie di eventi acustici, ahimè troppo spesso ignorati anche dai musicisti stessi. Tra questi ricordiamo i battimenti, forse l'esempio più ecclatante, ma anche il suono di Tartini. Si tratta di una nota che l'uomo percepisce in una melodia anche quando non viene suonata. Si suppone che sia creata da una sovrapposizione di segnali nel cervello, ma c'è chi ipotizza che il fenomeno sia creato da particolari eventi che prendono luogo nel padiglione auricolare. Qualunque sia la causa, il primo ad accorgersi e teorizzare il fenomeno, componendo musica ad hoc, fu appunto Tartini, ispirato, pare dalla musica del contemporaneo Veracini, violinista anch'egli.
Sulla questione del terzo suono molto ci sarebbe da dire, ma a livello amatoriale ci basta sapere che non sempre e non a tutti è concesso di udire questo paradosso musicale. Di certo i violinisti, vista la loro vicinanza con lo strumento, sono posti nelle condizioni migliori per udire il fenomeno, ma sono tantissime le variabili che possono incidere sulle nostre percezione. Fate caso al fenomeno, se ve ne capita l'occasione.

Come molti altri personaggi del suo tempo, Tartini era un giovane piuttosto dotato, ed altrettanto scapestrato. Famoso per la sua bravura sia in campo giuridico, sia in campo sentimentale, fu molte volte protagonista di duelli, ma anche di bizzarre storie al limite della leggenda, come quella che lo vede improbabile studente di violino in età molto avanzata (per uno strumentista) presso un monastero dove ha trovato rifugio dalle ire della famiglia della giovane che aveva sposato in segreto, poiché di lei innamoratosi durante le lezioni che le teneva. Insomma, anche le soap operas moderne hanno rimandi storici, non vi pare?

A Tartini è intitolato il conservatorio di Trieste.